Giornata Mondiale dell’Alzheimer: Intelligenza Artificiale e monitoraggio per un invecchiamento più consapevole

Il 21 settembre, Giornata Mondiale dell’Alzheimer, richiama l’attenzione su una delle principali sfide sanitarie e sociali legate all’invecchiamento della popolazione. Nel mondo 57 milioni di persone convivono con una forma di demenza e l’Alzheimer rappresenta circa il 60-70% dei casi, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Di fronte a numeri di questa portata, innovazione e prevenzione assumono un ruolo strategico. L’Intelligenza Artificiale non sostituisce il medico e non può, da sola, diagnosticare o prevenire l’Alzheimer. Può però contribuire a osservare nel tempo lo stato di salute della persona, riconoscere cambiamenti significativi, supportare la riduzione dei fattori di rischio e favorire un intervento più tempestivo quando emergono segnali di fragilità.
Dalla fotografia del momento al monitoraggio continuo
L’invecchiamento è un processo multidimensionale. Sonno, attività fisica, mobilità, parametri fisiologici, abitudini quotidiane, autonomia e funzioni cognitive possono evolvere in modo graduale e non sempre facilmente percepibile.
Una piattaforma AI per il monitoraggio dell’invecchiamento può integrare dati provenienti da sensori, dispositivi indossabili, questionari e altre fonti autorizzate, analizzandone l’andamento nel tempo. Il valore non risiede nel singolo dato, ma nella capacità di costruire una baseline individuale e riconoscere variazioni rispetto alla storia della persona.
Questo approccio può aiutare a evidenziare segnali che meritano attenzione, lasciando sempre al professionista sanitario la valutazione clinica e le eventuali decisioni diagnostiche o terapeutiche.
Prevenzione significa soprattutto riduzione del rischio
Le più recenti linee guida dell’OMS sulla riduzione del rischio di declino cognitivo e demenza evidenziano il ruolo di fattori modificabili come attività fisica, fumo, consumo di alcol, isolamento sociale, pressione arteriosa, diabete, colesterolo e inquinamento atmosferico. L’OMS stima che fino al 45% del rischio di demenza sia associato a fattori modificabili.
In questo contesto, una piattaforma digitale può favorire un approccio più proattivo: rendere visibili i trend, sostenere comportamenti salutari e verificare nel tempo l’andamento di indicatori rilevanti. Non si tratta quindi di promettere una prevenzione certa della malattia, ma di creare condizioni migliori per tutelare la salute cognitiva e intervenire precocemente sulle fragilità.
Un beneficio per persone, caregiver e operatori sanitari
Per la persona che invecchia, il monitoraggio può tradursi in maggiore consapevolezza e supporto all’autonomia. La tecnologia può accompagnare la quotidianità in modo discreto, contribuendo a individuare cambiamenti senza trasformare la vita domestica in una continua osservazione clinica.
Per familiari e caregiver, dati organizzati e indicatori sintetici possono offrire una visione più chiara dell’evoluzione nel tempo e facilitare il dialogo con medici e professionisti.
Per gli operatori sanitari e sociosanitari, l’AI può invece trasformare grandi quantità di dati in informazioni più leggibili: trend, anomalie e variazioni da approfondire. L’obiettivo non è aumentare il volume delle informazioni, ma renderle più utili alla presa in carico.
Sapiens Analytics: dall’innovazione alla realizzazione concreta
Per Sapiens Analytics questa visione non è soltanto prospettica. L’azienda ha già sviluppato piattaforme e soluzioni dedicate all’assistenza digitale e al monitoraggio della popolazione anziana.
Un esempio è SIATE, progetto finanziato nell’ambito del PNRR e realizzato da una rete di partner con il Consorzio Nazionale Servizi come capofila. A Sapiens Analytics è stata affidata la realizzazione della piattaforma di Intelligenza Artificiale, destinata a integrare i dati raccolti sul campo e supportare nuovi servizi domiciliari per la terza età. Il progetto combina sensoristica, AI, telemedicina e assistenza domiciliare con l’obiettivo di migliorare qualità della vita e autonomia degli anziani e fornire strumenti utili anche a caregiver e operatori.
La stessa direzione è sviluppata insieme alla controllata Intellìge con “Invecchiare meglio: piattaforma per l’assistenza digitale agli anziani”. La soluzione è concepita per sostenere prevenzione e invecchiamento attivo attraverso Advanced Data Analysis, Intelligenza Artificiale e dispositivi IoT. La piattaforma analizza nel tempo dati eterogenei per individuare segnali emergenti di fragilità fisica, cognitiva e comportamentale e supportare interventi più tempestivi. È pensata sia per anziani autosufficienti al proprio domicilio sia per contesti di assistenza residenziale.
Un’AI al servizio della relazione di cura
L’applicazione dell’Intelligenza Artificiale alla salute richiede responsabilità. Qualità dei dati, privacy, sicurezza, trasparenza degli algoritmi, validazione e controllo umano sono condizioni imprescindibili, soprattutto quando le tecnologie riguardano persone fragili.
La prospettiva è quella di un ecosistema nel quale persona, caregiver e professionisti possano disporre, nel rispetto dei rispettivi ruoli, di informazioni più continue e significative.
In occasione della Giornata Mondiale dell’Alzheimer, la sfida è guardare oltre la gestione della malattia e investire nella capacità di riconoscere prima i cambiamenti, ridurre i fattori di rischio e sostenere più a lungo autonomia e qualità della vita.
È in questo spazio che l’AI può esprimere uno dei suoi valori più importanti: trasformare i dati in conoscenza utile, per rendere la cura più informata, preventiva e vicina alle persone.



